Miscellaneous

 

Sonetto di C. G. Jag. alla Serenissi-
ma Duchessa di Weimar e Eisenac, Anna
Amalia, Principessa di Braun-
schweig &c.
             Donna Real, alma gentile e bella,
  Che sei del viver mio dolce conforto,
  Tu me pelegrin accogli in porto,
  E ritogli al furor di sorte fella.
   
             Tu guida mi fosti e benefica stella
  Nel temporal contro di me insorto,
  Allor ch' era quasi tutto assorto
  Da fieri flutti, e da ria procella.
   
             Frema pur or la ciurma de' frati e preti:
  Strida co' denti, e di rabbia morda
  Le labbra, c' ho in tasca tutti quanti.
   
                  Sotto un ciel sereno i giorni lieti
  Menerò lontan dalla gente ingorda
  D' altrui rovina, che pajon Santi.



Sonetto del medesimo in occasione,
che la Serenissima Duchessa nel 1775 anda-
va incontro a suoi figlj Carlo e Costantino,
che ritornavano da' viaggj di
Francia.

           Per incontrar i figlj, surge a' primi albori
  AMALIA, e in cocchio dorato risplende
  Come Aurora, qualor al mondo il giorno rende,
  E de' miseri mortali ricrea i cuori
   
              Non fù mai nè Diana, nè la bella Clori,
  Qualor questa a pascolar la greggia attende,
  E quella alla caccia con strali l' aria fende,
  Cinta di si gran stuol di Ninfe e pastori.
   
              Vecchi canuti, d' ogni etade e sesso
  Poveri e ricchi di gioja versaro
  Dolci lacrime, rivedendo i Prenci.
   
               Pianse CARLO (1) ancor, e disse fra se stesso:
  Dalla comun gioja del popolo imparo,
  A non far differenza tra oro e cenci.
 
CN 10. 10. 2007

1 Principe ereditario allora, ora felicemente regnante.

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